giovedì 27 aprile 2017

Il movimento orizzontale e non verticale del fondale marino ha amplificato l'energia dello tsunami di Sumatra nel 2004 e 2011

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Un nuovo studio si contrappone all'attuale teoria secondo cui  gli tsunami si formano e acquisiscono la loro energia principalmente dal movimento verticale del fondale marino.
Il dato finora incontrastato era rappresentato dal fatto che la maggior parte degli tsunami provengono da un massiccio spostamento del fondale marino, solitamente dalla subduzione di una placca tettonica che si incunea sotto l'altra durante un terremoto. Gli esperimenti condotti nei laboratori di Oceanografia negli anni 70 dimostrarono che l'elevazione verticale del fondale poteva generare onde di tsunami. Nel decennio successivo, gli scienziati giapponesi simularono gli spostamenti orizzontali e osservarono che l'energia risultante era trascurabile. Ciò consolidò il consenso tra gli scienziati, che il movimento verticale del fondale marino fosse il principale fattore scatenante nella generazione di uno tsunami. Nel 2007, Tony Song, un oceanografo che lavora presso il laboratorio del Jet Propulsion della NASA a Pasadena, in California, ha messo in discussione questa teoria dopo aver analizzato il potente terremoto di Sumatra verificatosi nel 2004 nell'Oceano Indiano. I dati sismografici e dei GPS hanno mostrato che l'elevazione verticale del fondale marino non produceva abbastanza energia per creare un potente tsunami. Le formulazioni di Song e dei suoi colleghi hanno invece suggerito che l'energia del movimento orizzontale del fondale marino può raggiungere valori più elevati. Questi risultati corrispondono ai dati degli tsunami rilevati dai satelliti della: NASA/Centro Nazionale d'Etudes Spatiales (CNES) Jason, Geosat della Marina Militare Usa e dal Satellite Ambientale dell'Agenzia Spaziale Europea. Ulteriori ricerche effettuate da Song sul terremoto del Sumatra del 2004, ottenute dai dati satellitari della missione NASA/German Aerospace Center Gravity Recovery e Experiment Climate Experiment (GRACE), hanno confermato i suoi dati, in cui il ricercatore suggerisce che la quantità di energia generata esclusivamente dal sollevamento verticale del fondale marino é insufficiente per generare uno tsunami di tali dimensioni. La sua ricerca si basa sulle leggi della fisica: "Il movimento orizzontale del fondale marino crea un'energia cinetica proporzionale alla profondità dell'oceano e alla velocità del movimento del mare".

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