giovedì 21 marzo 2013
Le cause che hanno determinato la formazione dei ghiacciai del Polo Nord tre milioni di anni fa
Quali fattori hanno causato la
formazione del ghiaccio marino nell'Emisfero Nord e dei ghiacciai tre milioni di
anni fa ? La chiusura del passaggio del Centro America ha intensificato la Corrente del Golfo nella zona superiore
del nastro trasportatore, la circolazione
oceanica globale e la corrente
oceanica. La Corrente del Golfo ha trasportato determinate quantità di sale
verso l'Atlantico del Nord, rendendo le acque non abbastanza dense da scendere in
profondità e guidare le
correnti inferiori del nastro trasportatore. Secondo una teoria, la Corrente del Golfo ha trasportato
anche l'umidità nella regione
del Nord Atlantico agevolando
la formazione di ghiaccio. Ma
la corrente del Golfo trasporta
anche calore, che potrebbe contrastare un'eventuale glaciazione. Neal Driscoll e Gerald Haug hanno proposto una soluzione a questa apparente contraddizione.
Riferimento: Short-circuiting the Ocean Conveyor - Woods Hole
Oceanographic Institution).
mercoledì 20 marzo 2013
Mappa interattiva che mostra la temperatura e il livello degli oceani
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| Global mean sea level variations from TOPEX, Jason-1, and Jason-2 with respect to 1993-2002 mean, plotted every 10 days (color-coded dots). The solid black line is a 60-day Hanning filter of the altimetric time series. The red line is a linear fit (estimated simultaneously with seasonal terms) of the smoothed variations from 1993-2012 showing a global mean sea level rise estimate of 3.1 mm/yr (after application of 0.3 mm/yr GIA). Credit: JPL/Caltech |
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| NASA Climate Change: Explore the oceans from space with our Sea Level Viewer |
martedì 19 marzo 2013
Come si calcola il numero di Macchie Solari
| Nel grafico é rappresentato il numero di macchie solari, calcolato in base alle rilevazioni effettuate da osservatori di tutto il mondo, rilevate dal 1745 ad oggi. |
Gli scienziati seguono i Cicli Solari contando le macchie che si generano nelle zone dove si riscontra la formazione di spire magnetiche osservabili attraverso la superficie visibile della Stella. Il conteggio delle macchie solari non è così semplice come sembra. Se osservassimo il Sole attraverso un paio di binocoli, adeguatamente filtranti di bassa potenza, saremmo in grado di vedere due o tre grandi macchie. Un osservatore che scruta attraverso un potente telescopio potrebbe vederne 10 o 20. Un potente osservatorio spaziale potrebbe vederne un numero maggiore, per esempio, da 50 a 100. Qual' è il numero corretto delle macchie solari? Ci sono due metodi ufficiali comunemente utilizzati, con cui si calcola il numero di macchie solari. Il primo é il consueto "Boulder Sunspot Number", che viene usato dal NOAA Space Environment Center e utilizza una formula messa a punto da Rudolph Lupo nel 1848: R = k (10g + s), dove R è il numero di macchie solari, g è il numero di gruppi di macchie sul disco solare, s è il numero totale di punti singoli in tutti i gruppi, e k è un fattore di scala variabile (in genere <1) che serve per osservare le condizioni e il tipo di telescopio (binocoli, telescopi spaziali, ecc.) Gli scienziati combinano i dati di un numero elevato forniti da vari osservatori, ognuno con il proprio fattore k, per arrivare ad un valore giornaliero. Il Numero di Boulder (riferito quotidianamente dal SpaceWeather.com) é di Solito circa il 25% superiore a quello relativo al secondo indice Ufficiale, "International Sunspot Number," pubblicato quotidianamente dal SIDC - Solar Influences Data Analysis Center situato in Belgio. I numeri vengono calcolati tramite la stessa formula di base, sia con il numero Boulder che col l'International Sunspot Number, che incorporano i dati comunicati da diversi Osservatori.E' sempre valida la Regola Generale: se uno dei numeri di macchie solari ufficiale si divide per 15, si otterrà il numero approssimativo delle singole macchie visibili sul disco solare se guardate il Sole proiettando la propria immagine su un piatto di carta con un piccolo telescopio.
ALTRI RIFERIMENTI: Sunspot Plotter -- Explore the
sunspot cycle with this interactive toolSolar Influences Data Center -- source of the official International Sunspot Number.
Rudolf Wolf -- inventor of the modern sunspot number
Severe Space Weather--Social and Economic Impacts
Spotless Sun--the Blankest Year of the Space Age Riferimento: SPACEWATHER.COM - The Sun Spot Number
Bolle di metano congelate in un Lago dell'Alaska
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| Fotografia di Mark Thiessen. Riferimento: National Geographic |
sabato 16 marzo 2013
Gli uccelli preistorici avevano quattro ali
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| Photographs of confuciusornithid (STM 13-32) and its leg feathers. Credit: Science/AAAS |
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| [Image: Leg feathers fossil photo and drawing/Science/Zheng et al.] |
Recentemente, l'analisi effettuata su diversi reperti fossili, ha dimostrato che alcuni dinosauri possedevano piume di grandi dimensioni su entrambi gli arti anteriori e gli arti posteriori. Ciònonostante, fino ad ora, questa caratteristica non era stata mai riscontrata negli uccelli, e neanche nei loro parenti estinti di recente. Zheng Xiaoting e i colleghi, dopo aver studiato i fossili che si trovano esposti nel Museo di Scienze Naturali del China Shandong Tianyu, hanno individuato 11 specie di uccelli primitivi con evidenti tracce di penne nelle zampe posteriori simili a quelle dell'uccello basale Archaeopteryx. Un campione, attribuito al genere Sapeornis, aveva almeno una piuma degli arti posteriori più lunga di 50 millimetri, e anche se le altre erano più corte, superavano i 30 millimetri di lunghezza. Xu afferma che: "E' sorprendente riscontrare negli arti inferiori di un numero elevato di questi uccelli primitivi, delle piume di grandi dimensioni". I primi dinosauri alati sono stati scoperti solo 10 anni fa. Questi risultati "sono importanti sia per l'origine che per l'evoluzione del volo". Inoltre suggeriscono che, le quattro ali del piano corporeo precedettero le due degli arti anteriori, e che gli uccelli persero progressivamente le piume nei loro arti posteriori durante una prolungata evoluzione. Secondo i ricercatori, questo passaggio da quattro a due ali, probabilmente, è accaduto mentre gli uccelli stavano conquistando un maggiore equilibrio negli arti posteriori, poichè venivano utilizzati soprattutto per la locomozione terrestre. Dinosauri simili a uccelli, come il Microraptor e il Sinornithosaurus, sono noti per aver avuto delle lunghe e robuste penne negli arti posteriori (Xu, X et. Al), ma fino ad ora, i ricercatori non erano sicuri se i primi uccelli avessero già abbandonato questo tipo di piumaggio quando comparvero nel Cretaceo ed iniziarono a volare più di 100 milioni di anni fa. Riferimento. Science "Hind Wings in Basal Birds and the Evolution of Leg Feathers" 15 March 2013:
Vol. 339 no. 6125 pp. 1309-1312 - DOI: 10.1126/science.1228753
mercoledì 13 marzo 2013
Tectonics Plates Map Internationalized by US Geological Survey
1-Asthenosphere; 2-Lithosphere; 3- Hot spot; 4- Oceanic crust; 5-Subducting plate; 6-Continental crust; 7-Continental rift zone (young plate boundary); 8-Convergent boundary plate; 9-Divergent boundary plate; 10-Transform plate boundary; 11-Shield volcano; 12-Oceanic spreading ridge; 13-Convergent plate boundary; 14-Strato volcano; 15-Island arc; 16-Plate 17-Asthenosphere; 18-Trench
French: Carte de la tectonique des plaques.
1-Asthenosphère; 2-Lithosphère; 3-Point chaud; 4-Croûte océanique; 5-Plaque de subduction; 6-Croûte continentale; 7-Rift continental (divergence); 8-Fontière de plaques convergentes; 9-Fontière de plaques divergentes; 10-Faille transformante; 11-Volcan bouclier; 12-Dorsale océanique; 13-Fosse océanique; 14-Strato-volcan; 15-Arc insulaire; 16-Lithosphère; 17-Asthenosphere; 18-Fosse océanique
Italian: Mappa della tettonica a placche
1- Astenosfera; 2- Litosfera; 3- Punto caldo; 4- Crosta oceanica; 5- Placca in subduzione; 6- Crosta continentale; 7- Zona di rift continentale (Nuovo margine di placca); 8- Placca a margine convergente; 9- Placca a margine divergente; 10- Placca a margine trasforme; 11- Vulcano a scudo; 12- Dorsale oceanica; 13- Margine di placca convergente; 14- Strato vulcano; 15- Arco isola; 16- Placca 17- Astenosfera; 18- Fossa
Catalan: Gràfic de la tectònica de plaques
1-Astenosfera; 2-Litosfera; 3-Punt calent; 4-Escorça oceànica; 5-Placa de subducció; 6-Escorça continental; 7-Rift continental; 8-Marges de les plaques convergents; 9-Marges de les plaques divergents; 10-Falla transformant; 11-Volcà d'escut; 12-Dorsal oceànica; 13-Fossa marina; 14-Estratovolcà; 15-Arc insular; 16-Litosfera; 17-Astenosfera; 18-Fossa
References
Illustration by Jose F. Vigil. USGS, modified by Eurico Zimbres from This Dynamic Planet. A wall map produced jointly by the U.S. Geological Survey, the Smithsonian Institution, and the U.S. Naval Research Laboratory. [http://pubs.usgs.gov/gip/earthq1/plate.html] {{PD-USGov-Interior-USGS}}
French: Carte de la tectonique des plaques.
1-Asthenosphère; 2-Lithosphère; 3-Point chaud; 4-Croûte océanique; 5-Plaque de subduction; 6-Croûte continentale; 7-Rift continental (divergence); 8-Fontière de plaques convergentes; 9-Fontière de plaques divergentes; 10-Faille transformante; 11-Volcan bouclier; 12-Dorsale océanique; 13-Fosse océanique; 14-Strato-volcan; 15-Arc insulaire; 16-Lithosphère; 17-Asthenosphere; 18-Fosse océanique
Italian: Mappa della tettonica a placche
1- Astenosfera; 2- Litosfera; 3- Punto caldo; 4- Crosta oceanica; 5- Placca in subduzione; 6- Crosta continentale; 7- Zona di rift continentale (Nuovo margine di placca); 8- Placca a margine convergente; 9- Placca a margine divergente; 10- Placca a margine trasforme; 11- Vulcano a scudo; 12- Dorsale oceanica; 13- Margine di placca convergente; 14- Strato vulcano; 15- Arco isola; 16- Placca 17- Astenosfera; 18- Fossa
Catalan: Gràfic de la tectònica de plaques
1-Astenosfera; 2-Litosfera; 3-Punt calent; 4-Escorça oceànica; 5-Placa de subducció; 6-Escorça continental; 7-Rift continental; 8-Marges de les plaques convergents; 9-Marges de les plaques divergents; 10-Falla transformant; 11-Volcà d'escut; 12-Dorsal oceànica; 13-Fossa marina; 14-Estratovolcà; 15-Arc insular; 16-Litosfera; 17-Astenosfera; 18-Fossa
References
Illustration by Jose F. Vigil. USGS, modified by Eurico Zimbres from This Dynamic Planet. A wall map produced jointly by the U.S. Geological Survey, the Smithsonian Institution, and the U.S. Naval Research Laboratory. [http://pubs.usgs.gov/gip/earthq1/plate.html] {{PD-USGov-Interior-USGS}}
CNR, tra i ghiacci del Polo Sud tracce di Luna e Sole
Le spedizioni organizzate tra novembre 2012 e febbraio 2013 da ricercatori dell'Università di Pisa nell'ambito del Programma nazionale delle ricerche in Antartide (Pnra) hanno portato al ritrovamento di meteoriti rarissime e di grande valore scientifico.
Il paese dell'Idaho che scompare nel Canyon
| Imagine di Michael Light scattata dal suo aereo. |
La vegetazione alle alte latitudini assume caratteristiche tropicali
| Dei 26 milioni del territorio settentrionale costituito da zone con un ampia vegetazione, una percentuale compresa tra il 34 e il 41 per cento ha mostrato una maggiore crescita di piante (verde e blu) e una riduzione dal 3 al 5 per cento (arancione e rosso), mentre una percentuale che va dal 51 al 62 per cento (giallo) non ha mostrato variazioni nel corso degli ultimi 30 anni. I dati satellitari evidenziati in questa visualizzazione sono stati rilevati dagli strumenti AVHRR e MODIS, e hanno contribuito a determinare un indice di vegetazione che permette ai ricercatori di tenere la traccia della crescita delle piante su vaste aree. Riferimento: NASA Goddard Space Flight Scientific Center Studio Visualization. Immagine ad alta risoluzione. |
La causa del terremoto e del maremoto di Tōhoku del 2011
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| Immagine ad alta risoluzione e riassunto sulla tettonica relativa a questo evento sismico realizzata dall' U.S. Geological Survey |
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| Prospettiva schematica della zona di subduzione e di origine del terremoto verificatosi in Giappone l'11 marzo, dove, a causa del sollevamento di una parte della litosfera oceanica si generò uno tsunami devastante. Riferimento: Earth Observatory of Singapore. |
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| Immagine ad alta risoluzione. Mappa elaborata dal NOAA che mostra l'altezza delle onde del maremoto, le isolinee tratteggiate indicano il tempo di arrivo dell'onda. |
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| Aggiungi didascalia |
martedì 12 marzo 2013
INFN, viviamo sopra un oceano di Uranio e Torio
lunedì 11 marzo 2013
Profilo di un giovane Sinornithosaurus millenii
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| Digital Art di Dinomaniac - Deviantart |
I canali di Marte sono più profondi di quanto stimato in precedenza
domenica 10 marzo 2013
Il Vortice di Catalina
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NASA Earth Observatory image by Jesse Allen, using data from the Level 1 and Atmospheres Active Distribution System (LAADS). Caption by Michael Carlowicz. Instrument: Aqua - MODIS
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sabato 9 marzo 2013
Il dinosauro che imparava a volare
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| Un'archaeopteryx che si appresta a cacciare del pesce sul bordo di un lago. Paleo illustazione di Daniel Eskridge prelevata da Flickr |
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| Immagine ad Alta Risoluzione - The Last Dinosaurs, di Daniel Eskridge |
venerdì 8 marzo 2013
Una sequenza di Uragani visti dalla Stazione Spaziale Internazionale
| L'uragano Ivan riempie questa immagine sul Golfo del Messico settentrionale, mentre la tempesta si avvicinava sulla costa dell'Alabama nel pomeriggio del Mercoledì 15 Settembre, 2004. (NASA) |
giovedì 7 marzo 2013
La sonda GOCE, il primo sismometro orbitante in grado di rilevare i terremoti
| Il satellite GOCE dell'ESA ha rilevato le onde sonore del terremoto che ha colpito il Giappone l'11 marzo del 2011, Video. All'altitudine orbitale in cui naviga GOCE, la concentrazione delle molecole d'aria è molto bassa, per cui le onde sonore provenienti dal terreno vengono notevolmente amplificate. Le variazioni della densità dell'aria causate dal terremoto misurate dal GOCE, sono state combinate con un modello numerico per mostrare la propagazione delle onde a bassa frequenza degli infrasuoni. Copyright ESA/IRAP/CNES/TU Delft/HTG/Planetary Visions. Riferimento: Earthquake Felt by GOCE |
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| Progettato per avere una resistenza estremamente bassa anche nell'atmosfera rarefatta a 260 chilometri di altitudine, la sonda GOCE ha rilevato le onde acustiche del terremoto di Tohoku del 2011. |
mercoledì 6 marzo 2013
Un oceano di acqua salata sotto la superficie del satellite di Giove, Europa
| Il satellite di Giove, Europa. Immagine del NASA/JPL/Ted Stryk |
| Secondo la teoria più accreditata dagli scienziati il satellite di Giove Europa, contiene sotto la superficie esterna, un oceano costituito da acqua allo stato liquido. Immagine fornita dal NASA/JPL - PHOTOJOURNAL |
martedì 5 marzo 2013
L'isola di Semisopochnoi
| Questa foto é stata scattata da Roger Clifford il 18 novembre 2012 alle 11:15 PM, ora locale. |
Tassonomia di cinque Dinosauri Teropodi
- Acrocanthosaurus atokensis (“high spined lizard”) 1950
- Spinosaurus aegypticas (“spine lizard”) 1915
- Abelisaurus comahuensis (“Abel’s lizard”) 1985
- Guanlong wucaii (“crown dragon”) 2006
- Yutyrannus huali (“feathered lizard”) 2012 Tagged: Acrocanthosaurus, Spinosaurus, Abelisaurus, Yutyrannus, Guanlong, Theropod, Dinosaur, Animal, Cretaceous. Per maggiori dettagli: Tumblr - Prehistoric Taxonomy
domenica 3 marzo 2013
Linheraptor exquisitus
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| Linheraptor exquisitus (Xu Xing et al. 2010). Image Credit: Julio Lacerda Deviantart |
Dolines and Sinkholes
Image via Southwest Florida Water Management District. View larger.
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| China sinkhole |
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| Sinkhole in Guatemala City 2010 |
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| Sinkhole in Guatemala City 2010 |
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| China sinkhole By Michael Evans |
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