Il ghiaccio che copre il 10 per cento della superficie della Terra sta scomparendo rapidamente.
venerdì 16 novembre 2012
Il Ciclo dell'Acqua
Il ciclo idrologico ha un punto di partenza, il mare. Il Sole, che attiva il ciclo dell’acqua, riscalda l’acqua del mare e in seguito parte di essa evapora nell’aria. L’evaporazione avviene anche dalle acque dolci dei laghi e dei fiumi.
Analisi trentennale dell'estensione di ghiaccio marino nell'Artico
Eruzione del vulcano Cleveland, 23 maggio 2006, Isole Aleutine,(Alaska)
Questa immagine è stata fotografata il 23 maggio 2006 da un membro dell'equipaggio della spedizione 13 sulla Stazione Spaziale Internazionale ISS. L'eruzione è stata segnalata all'Alaska Volcano Observatory dall'astronauta
Gli strati dell'Atmosfera
L'atmosfera è un'involucro di gas che circonda la Terra suddiviso in cinque strati distinti, determinati tramite:
• caratteristiche termiche (variazioni di temperatura)
• composizione chimica
• movimento
• densità
Ciascuno degli strati è delimitato da "pause", dove si verificano
• caratteristiche termiche (variazioni di temperatura)
• composizione chimica
• movimento
• densità
Ciascuno degli strati è delimitato da "pause", dove si verificano
giovedì 15 novembre 2012
Grotte di Nettuno (Alghero, Sardegna)
![]() | ||
|
![]() |
| Fonte: Flickr |
mercoledì 14 novembre 2012
Si possono causare o prevedere i terremoti? Rispondono, l' U.S.Geological Survey e l'INGV
![]() |
| In questa immagine sono evidenziate le principali faglie italiane e le relative sollecitazioni - misurate dai satelliti GPS - che causano le spinte che modificano la struttura geologica della Terra. (Il grafico è stato prelevato da un'articolo pubblicato su Focus, scritto dal Geologo Luigi Bignami) |
![]() |
| NASA/GODDARD SPACE FLIGHT CENTER: DIGITAL TECNONIC ACTIVITY MAP OF THE EARTH |
Cosa sono le trombe marine, come e perché si sviluppano ?
![]() |
| Nella foto sopra sono ritratte due Trombe marine sviluppatesi il 2 maggio del 2011 a Honolulu, la capitale dello Stato delle Hawaii |
![]() |
Baca tornado
Baca County, Colorado to Boise City, Oklahoma Photo was taken on May 31, 2010 in Campo, Colorado, US, using a Canon EOS 40D. Copy Credit : Willoughby Owen |
Le persone che vivono nel nord del Michigan sono ben consapevoli del fatto che i Grandi Laghi hanno un profondo impatto sui modelli meteorologici locali. Per fare degli esempi, possiamo includere l'effetto delle pesanti nevicate sul lago durante l'inverno, e le fresche brezze che si hanno in estate. Quando si avvia al termine la stagione estiva, si concretizza la possibiltà di un altro tipo di fenomeno atmosferico, unico nei Grandi Laghi: la tromba marina.
Il Dr. Joseph Golden, un'autorità in questa materia, che lavora presso il National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), definisce la tromba marina, come un "imbuto che contiene all'interno un vortice intenso, a volte distruttivo, con una ridotta estensione orizzontale che si verifica su uno specchio d'acqua." La convinzione che questo fenomeno non è altro che un tornado che si sviluppa nell'acqua, è vera solo in parte. Il fatto è che, a seconda di come si formano le trombe marine, possono essere di due tipi: Moderata (non-tornadic waterspout) o forte (tornadic waterspouts).
Le trombe marine (tornadic waterspouts) generalmente iniziano come un vero e proprio tornado terrestre in associazione a un temporale, e quindi si spostano sull'acqua. Queste possono essere di grandi dimensioni e diventare distruttive. Invece la tromba marina moderata (non-tornadic waterspout), che si sviluppa in condizioni meteo di bel tempo, si forma esclusivamente nei mari sulla superficie dell'acqua, sale verso il cielo ed è associata a una temperatura dell'acqua calda e un'umidità elevata nel primo strato dell'atmosfera. Queste trombe marine sono solitamente di dimensioni ridotte, relativamente di breve durata, e meno pericolose. Le trombe marine si verificano più frequentemente nel nord del Michigan durante i mesi di agosto, settembre e ottobre, quando le temperature dei Grandi Laghi aumentano. Una tromba marina si verifica in genere, quando l' aria fredda si sposta attraverso i Grandi Laghi, generando grandi differenze di temperatura tra l'acqua calda e l'aria fredda che prevale. Generalmente la loro durata varia da circa 2-20 minuti, e si muovono ad una velocità tra i 19 - 28 km/h.
Il Dr. Joseph distingue cinque stadi relativi alla formazione di una tromba marina:
1. Zona scura: costituita da una formazione circolare prominente, di colore chiaro che appare sulla superficie dell'acqua, circondata da una zona più scura di forma indefinita e con bordi diffusi. 2. Modello detto: a Spirale. Un modello costituito da bande con la superficie chiara e una spirale scura esterna che si sviluppa sulla superficie dell'acqua. 3. Anello a spruzzo. Un anello denso che all'interno si sviluppa con un vortice di spruzzi (ring) che cadono sul mare, simile a una cascata, appare intorno alla macchia scura come l'occhio simile a quello osservato negli uragani. 4.Vortice maturo. La tromba, ora visibile dalla superficie dell'acqua insieme alla massa della nube luminosa, raggiunge l'ultimo stadio e intensità. Il suo imbuto appare spesso cavo, circondato da un guscio di condensa turbolento. Il vortice a spruzzo può salire fino a un'altezza che raggiunge diverse centinaia di metri, e spesso crea una scia visibile associata a una grande onda. 5. Il dissolvimento. L'imbuto e il vortice a spruzzo cominciano a dissipare il flusso di aria calda nel vortice stesso che progressivamente si indebolisce. Riferimento: NOAA, National Weather Service: Waterspouts.
martedì 13 novembre 2012
Negli ultimi 800.000 anni i valori della temperatura hanno corrisposto con una determinata precisione ai livelli della CO2 atmosferica
Sebbene le oscillazioni di temperatura siano state accentuate dalle variazioni dell'orbita terrestre, l'aumento delle temperature globali ha rispecchiato, con una certa precisione, i valori della concentrazione di CO2 presenti nell'atmosfera (Lüthi et al., (2008), e Jouzel et al., (2007), questi dati sono stati confermati da un'analisi climatica effettuata tramite l'estrazione delle carote di ghiaccio in Antartide, i dati sono stati pubblicati su Nature. Il secondo grafico è stato realizzato da Robert Simmons che ha utilizzato i dati del CDIAC e del GCP.
I cicli rapidi e lenti del carbonio mantengono la rispettiva concentrazione di CO2 relativamente costante nell'atmosfera, nella terra, nelle piante e nell'Oceano. Ma quando un determinato fattore varia la quantità di carbonio in un bacino idrico, l'effetto si combina con gli altri.
Nella Terra, inoltre, il Ciclo del Carbonio è cambiato in risposta a un mutamento climatico. Le variazioni nell'orbita terrestre alterano la quantità energia che la Terra riceve dal Sole, queste a loro volta, generano un ciclo di Ere Glaciali o di periodi caldi, come quello che stiamo vivendo attualmente. (come i cicli di Milankovitch). Le ere glaciali si sono verificate quando le estati dell' emisfero nord si raffreddarono, aumentando l'estensione del ghiacciai sulla Terra, che a loro volta rallentarono il ciclo del carbonio. Nel frattempo, una serie di fattori tra cui la diminuzione delle temperature e la crescita del fitoplancton potrebbe aver aumentato la quantità di carbonio che l'oceano ha assorbito dall'atmosfera. La riduzione del carbonio atmosferico ha causato il raffreddamento supplementare. Analogamente, al termine dell' ultima era glaciale, 10.000 anni fa, mentre le temperature salivano, l'anidride carbonica nell'atmosfera aumentò drammaticamente. Le variazioni nell'orbita della Terra avvengono costantemente, con dei cicli prevedibili. Circa 30.000 anni fa, l'orbita della Terra variò abbastanza da ridurre la luce solare nell'Emisfero Nord fino ad arrivare ai livelli che ci hanno poi condotto all'ultima era glaciale.
Attualmente, i cambiamenti nel ciclo del carbonio stanno avvenendo a causa della uomo. Abbiamo alterato il Ciclo del Carbonio con la deforestazione bruciando quantità ingenti di combustibili fossili. Quando eliminiamo delle foreste, immettiamo nuovamente il carbonio che le piante avevano immagazzinato nel legno, nei gambi e nelle foglie, che non verrà più assorbito da quelle foreste, per cui si accumulerà nall'atmosfera. Tendiamo a sostituire la deforestazione aumentando la crescita dei raccolti o dei pascoli, che immagazzinano meno carbonio. Inoltre immettiamo carbonio nell'atmosfera tramite la decomposizione delle piante. Gli esseri umani attualmente stanno immettendo nell'atmosfera quasi un miliardo di tonnellate all'anno a causa di un uso diverso dei terreni.
La combustione dei combustibili fossili, attualmente, risulta essere la causa principale dell'aumento di anidride carbonica nell'atmosfera.
Senza l' interferenza umana, il carbonio rilasciato dai combustibili fossili si ridurrebbe nell'atmosfera lentamente fino a raggiungere i valori che si avrebbero con la normale attività vulcanica. Ogni anno con la combustione del carbone, dell'olio e del gas naturale, acceleriamo il processo, immettendo enormi quantità di carbonio, che hanno impiegato milioni di anni per accumularsi. In tal modo, acceleriamo il ciclo del carbonio che in condizioni normali sarebbe più lento. Nel 2009, gli esseri umani hanno scaricato circa 8,4 miliardi di tonnellate di carbonio nell'atmosfera bruciando combustibili fossili. Dall'inizio della rivoluzione industriale, quando l'uomo ha cominciato a bruciare i combustibili fossili, le concentrazioni di anidride carbonica nell'atmosfera sono aumentate da circa 280 ppm fino ad arrivare a 387 ppm, un aumento del 39 per cento. Ciò significa che per ogni milione di molecole nell'atmosfera, 387 di loro hanno raggiunto i valori più elevati di concentrazione di diossido di carbonio, degli ultimi due milioni di anni. Diversamente, le concentrazioni del metano sono aumentate da 715 parti per miliardo nel 1750 a 1.774 parti per miliardo nel 2005, la concentrazione più elevata osservata nell'arco di 650.000 anni. Riferimento: The Carbon Cycle.
I cicli rapidi e lenti del carbonio mantengono la rispettiva concentrazione di CO2 relativamente costante nell'atmosfera, nella terra, nelle piante e nell'Oceano. Ma quando un determinato fattore varia la quantità di carbonio in un bacino idrico, l'effetto si combina con gli altri.
Nella Terra, inoltre, il Ciclo del Carbonio è cambiato in risposta a un mutamento climatico. Le variazioni nell'orbita terrestre alterano la quantità energia che la Terra riceve dal Sole, queste a loro volta, generano un ciclo di Ere Glaciali o di periodi caldi, come quello che stiamo vivendo attualmente. (come i cicli di Milankovitch). Le ere glaciali si sono verificate quando le estati dell' emisfero nord si raffreddarono, aumentando l'estensione del ghiacciai sulla Terra, che a loro volta rallentarono il ciclo del carbonio. Nel frattempo, una serie di fattori tra cui la diminuzione delle temperature e la crescita del fitoplancton potrebbe aver aumentato la quantità di carbonio che l'oceano ha assorbito dall'atmosfera. La riduzione del carbonio atmosferico ha causato il raffreddamento supplementare. Analogamente, al termine dell' ultima era glaciale, 10.000 anni fa, mentre le temperature salivano, l'anidride carbonica nell'atmosfera aumentò drammaticamente. Le variazioni nell'orbita della Terra avvengono costantemente, con dei cicli prevedibili. Circa 30.000 anni fa, l'orbita della Terra variò abbastanza da ridurre la luce solare nell'Emisfero Nord fino ad arrivare ai livelli che ci hanno poi condotto all'ultima era glaciale.
Attualmente, i cambiamenti nel ciclo del carbonio stanno avvenendo a causa della uomo. Abbiamo alterato il Ciclo del Carbonio con la deforestazione bruciando quantità ingenti di combustibili fossili. Quando eliminiamo delle foreste, immettiamo nuovamente il carbonio che le piante avevano immagazzinato nel legno, nei gambi e nelle foglie, che non verrà più assorbito da quelle foreste, per cui si accumulerà nall'atmosfera. Tendiamo a sostituire la deforestazione aumentando la crescita dei raccolti o dei pascoli, che immagazzinano meno carbonio. Inoltre immettiamo carbonio nell'atmosfera tramite la decomposizione delle piante. Gli esseri umani attualmente stanno immettendo nell'atmosfera quasi un miliardo di tonnellate all'anno a causa di un uso diverso dei terreni.
La combustione dei combustibili fossili, attualmente, risulta essere la causa principale dell'aumento di anidride carbonica nell'atmosfera.
Senza l' interferenza umana, il carbonio rilasciato dai combustibili fossili si ridurrebbe nell'atmosfera lentamente fino a raggiungere i valori che si avrebbero con la normale attività vulcanica. Ogni anno con la combustione del carbone, dell'olio e del gas naturale, acceleriamo il processo, immettendo enormi quantità di carbonio, che hanno impiegato milioni di anni per accumularsi. In tal modo, acceleriamo il ciclo del carbonio che in condizioni normali sarebbe più lento. Nel 2009, gli esseri umani hanno scaricato circa 8,4 miliardi di tonnellate di carbonio nell'atmosfera bruciando combustibili fossili. Dall'inizio della rivoluzione industriale, quando l'uomo ha cominciato a bruciare i combustibili fossili, le concentrazioni di anidride carbonica nell'atmosfera sono aumentate da circa 280 ppm fino ad arrivare a 387 ppm, un aumento del 39 per cento. Ciò significa che per ogni milione di molecole nell'atmosfera, 387 di loro hanno raggiunto i valori più elevati di concentrazione di diossido di carbonio, degli ultimi due milioni di anni. Diversamente, le concentrazioni del metano sono aumentate da 715 parti per miliardo nel 1750 a 1.774 parti per miliardo nel 2005, la concentrazione più elevata osservata nell'arco di 650.000 anni. Riferimento: The Carbon Cycle.
Una struttura sedimentaria (Cross-Bedding) del Giurassico nel Zion National Park
La maggior parte delle strutture sedimentarie orizzontali costituite interamente da strati inclinati note come "Cross Bedding" sono comuni in tutto lo Zion National Park. La "Cross-Bedding" è una roccia tipica delle antiche dune di sabbia presenti nei depositi della formazione geologica del Navajo Sandstone - (Navajo Sandstone - USGS). Nel primo periodo del Giurassico (circa, 202-176 milioni di anni fa), la regione faceva parte di un grande deserto sabbioso, probabilmente era simile per dimensioni e scala ai campi di dune del moderno deserto del Sahara o della Penisola Arabica (Blakey, 1994). Riferimento: USGS, Geology of National Parks.
lunedì 12 novembre 2012
Due oceanografi del Woods Hole Oceanographic Institution hanno scoperto che nel 2011 la Corrente del Golfo deviò il suo percorso
Un gruppo di scienziati ha scoperto nel 2011 una deviazione del percorso della corrente del Golfo. In un incontro con alcuni pescatori del New England avvenuto lo scorso dicembre (2011),
Eclisse di Luna all'alba sopra le Montagne Rocciose del Colorado
Quest'immagine di eclissi lunare avvenuta il 10 dicembre del 2011 è stata fotografata 22 ' prima dell'alba in un suggestivo cielo blu sopra il "North American Continental Divide, costituito in questa zona, dalle Montagne Rocciose del Colorado (USA). Questo scenario invernale mostra il disco lunare superiore quasi completamente oscurato durante la fase di eclissi totale che è durata 51 '. L'evento celeste è stato osservato nitidamente nella zona del Pacifico, dell' Asia, dell' Australia e parzialmente anche in altre zone della Terra. Image Credit & Copyright: Roger N. Clarck
VALCAVA (Italia)
Valcava è una località montana, frazione del comune di Torre de Busi (provincia di Lecco), a 1200m di altitudine sul crinale prealpino orobico tra il Monte Tesoro e Monte Linzone. È nota soprattutto per essere un valico stradale (valico di Valcava) che collega la Valle San Martino, e dunque la zona del Lecchese, con la Valle Imagna in territorio bergamasco, nonché per essere sede di innumerevoli installazioni radiotelevisive, in quanto posta in posizione dominante la pianura padana settentrionale e la zona del milanese. Occupa anche un piccolo posto nella storia degli sport invernali, essendo stata tra le prime stazioni sciistiche della Lombardia e delle Alpi centrali, attiva fino ai tardi anni settanta, servita da una storica funivia con partenza a Torre de' Busi, progettata dall'ing. Luis Zuegg e aperta nel 1928, dunque una delle prime in Italia: dell'impianto si conservano ad oggi la stazione di arrivo a Valcava e, in essa, una delle cabine. Fonte: Wikipedia
sabato 10 novembre 2012
Un nuovo studio "fotografa" la presenza delle onde gravitazionali
Oltre alle turbolenze, le onde gravitazionali possono causare le nubi a forma di lente conosciute come "nubi lenticolari".
Le turbolenze dell'aria sono un disturbo conosciuto ai viaggiatori e rappresentano un problema per le compagnie aeree.
Gli scienziati hanno capito, tramite i modelli elaborati al computer che, le onde atmosferiche generate dalle montagne nelle regioni polari svolgono un ruolo chiave nell'irregolarità dei voli. Attualmente le onde atmosferiche sono state individuate esclusivamente in questa area geografica. Una nuova ricerca dimostra che le turbolenze che generano le onde esistono anche in altre zone e possono essere rilevate dagli scienziati tramite i satelliti.
Stephen Eckermann, uno scienziato atmosferico che lavora presso il U.S. Naval Research Laboratory, ha affermato che la maggior parte delle turbolenze che avvengono in volo derivano dalle oscillazioni atmosferiche, conosciute come: onde gravitazionali, che sono causate dalla forza di attrazione gravitazionale terrestre. Quando una folata di vento si abbatte su una catena montuosa quest'ultima si può comportare come un corso d'acqua che incontra una roccia. La montagna spinge il vento verso l'alto, provocando un rigonfiamento che emette onde atmosferiche. A volte le montagne spingono l'onda nella stratosfera così in alto per cui si creano delle distorsioni che danno luogo alla turbolenza.
Eckermann ha spiegato che: "Come l'onda dell'oceano che si infrange può rappresentare un pericolo per i surfisti o le piccole imbarcazioni, nella stessa misura le onde gravitazionali atmosferiche sono un potenziale pericolo per la sicurezza degli aerei,". Le onde gravitazionali possono creare anche delle spettacolari nubi lenticolari che aleggiano immobili sopra le cime delle montagne (Fig.1).Vicino ai poli terrestri, possono coprire distanze molto lunghe tra le creste, rendendole più visibili dallo spazio. Alcuni satelliti, che studiano altri parametri dell' atmosfera come l' umidità e la temperatura, hanno già individuato le onde gravitazionali polari; anche Eckermann ha affermato di averle intraviste nei poli sotto forma di fluttuazioni di temperatura. C'è il sospetto che possano esistere alcune tracce di onde nelle regioni alle medie latitudini, ciònonostate risultano troppo deboli per essere rilevate. Eckermann e il suo collega Dong Wu del NASA Goddard Space Flight Center hanno analizzato una mole notevole di dati satellitari alla ricerca di variazioni di temperatura più significative che potessero indicare la presenza di onde gravitazionali nelle regioni montane dell' Australia e del sud Africa. I due scienziati hanno studiato la media delle misure registrate nell'arco di nove anni in modo da eliminare nei dati le deviazioni casuali. Eckermann oltre a queste osservazioni ha guardato centinaia di foto digitali di soggetti distanti in modo tale da individuare meglio ed eventualmente eliminare le distorsioni che oscurano le immagini.
Gli scienziati hanno capito, tramite i modelli elaborati al computer che, le onde atmosferiche generate dalle montagne nelle regioni polari svolgono un ruolo chiave nell'irregolarità dei voli. Attualmente le onde atmosferiche sono state individuate esclusivamente in questa area geografica. Una nuova ricerca dimostra che le turbolenze che generano le onde esistono anche in altre zone e possono essere rilevate dagli scienziati tramite i satelliti.
Stephen Eckermann, uno scienziato atmosferico che lavora presso il U.S. Naval Research Laboratory, ha affermato che la maggior parte delle turbolenze che avvengono in volo derivano dalle oscillazioni atmosferiche, conosciute come: onde gravitazionali, che sono causate dalla forza di attrazione gravitazionale terrestre. Quando una folata di vento si abbatte su una catena montuosa quest'ultima si può comportare come un corso d'acqua che incontra una roccia. La montagna spinge il vento verso l'alto, provocando un rigonfiamento che emette onde atmosferiche. A volte le montagne spingono l'onda nella stratosfera così in alto per cui si creano delle distorsioni che danno luogo alla turbolenza.
Eckermann ha spiegato che: "Come l'onda dell'oceano che si infrange può rappresentare un pericolo per i surfisti o le piccole imbarcazioni, nella stessa misura le onde gravitazionali atmosferiche sono un potenziale pericolo per la sicurezza degli aerei,". Le onde gravitazionali possono creare anche delle spettacolari nubi lenticolari che aleggiano immobili sopra le cime delle montagne (Fig.1).Vicino ai poli terrestri, possono coprire distanze molto lunghe tra le creste, rendendole più visibili dallo spazio. Alcuni satelliti, che studiano altri parametri dell' atmosfera come l' umidità e la temperatura, hanno già individuato le onde gravitazionali polari; anche Eckermann ha affermato di averle intraviste nei poli sotto forma di fluttuazioni di temperatura. C'è il sospetto che possano esistere alcune tracce di onde nelle regioni alle medie latitudini, ciònonostate risultano troppo deboli per essere rilevate. Eckermann e il suo collega Dong Wu del NASA Goddard Space Flight Center hanno analizzato una mole notevole di dati satellitari alla ricerca di variazioni di temperatura più significative che potessero indicare la presenza di onde gravitazionali nelle regioni montane dell' Australia e del sud Africa. I due scienziati hanno studiato la media delle misure registrate nell'arco di nove anni in modo da eliminare nei dati le deviazioni casuali. Eckermann oltre a queste osservazioni ha guardato centinaia di foto digitali di soggetti distanti in modo tale da individuare meglio ed eventualmente eliminare le distorsioni che oscurano le immagini.
![]() |
Questa immagine mostra la notevole ampiezza delle onde gravitazionali che vengono spinte nella alta stratosfera a causa dei venti che investono la grande catena montuosa australiana "Great Dividing Range" nella zona orientale. (Foto di: Stephen Eckermann, laboratorio di ricerca navale, Washington, DC).
|
Per la prima volta gli scienziati sono stati in grado di vedere le onde gravitazionali nelle altitudini in cui si svolge il traffico aereo, sopra le regioni montuose di grandi città come Sydney in Australia, e Città del Capo in Sud Africa. Questa ricerca è stata pubblicata su Geophysical Research Letters, una rivista della American Geophysical Union. Eckermann ha osservato che i piloti di solito, sono in grado di predire la turbolenza in prossimità delle montagne tramite il riconoscimento dei modelli di nube ad esse correlati. Ma le onde gravitazionali di montagna possono formarsi anche in un cielo completamente sereno, quindi i piloti non hanno una metodologia sistematica per capire se vi saranno o meno le turbolenze. Le onde posssono essere, in determinati casi, abbastanza potenti da rompere alcuni frammenti delle ali e le parti esterne dei motori a reazione. Avere la possibiltà di vedere direttamente la presenza di queste onde permetterà agli scienziati di realizzare modelli meteorologici sempre più sofisticati che aiuteranno i piloti dei voli di linea, a evitare tutte le problematiche che si riscontrano durante le turbolenze nell'atmosfera. Gli scienziati hanno anche il sospetto che la "rottura" delle onde gravitazionali potrebbe influenzare indirettamente molti aspetti del tempo meteorologico, ma questo richiederà una migliore comprensione della natura fondamentale delle onde. Riferimento: American Geophysical Union (AGU) - GeoSpace | Figure: Wave clouds caused by atmospheric lee waves (Source: http://www.weathervortex.com). |
DIDATTICA: ONDE ATMOSFERICHE E GRAVITAZIONALI
Le onde atmosferiche vengono identificate in presenza di variazioni dell'ondulazioni atmosferiche rispetto allo stato medio di quiete dell' atmosfera. Le onde sono incluse nei parametri meteorologici, come per esempio la temperatura atmosferica, la pressione, la velocità e la direzione del vento, e coprono una vasta gamma di valori nella scala planetaria, (con lunghezze d'onda di circa 10 mila chilometri orizzontali o anche maggiori) nella mesoscala, (100-1000 km) nella piccola scala con lunghezze d'onda orizzontali di solo alcuni km, (un esempio per la meso-e la piccola scala sono le onde gravitazionali). Le onde atmosferiche sono molto importanti per diversi processi che riguardano la chimica atmosferica e la dinamica. Le onde sono coinvolte nella formazione delle nubi, come ad esempio: nelle variazioni di temperatura dovute a onde in grado di modulare la forma delle bande delle nubi. Di notevole importanza, risulta la formazione delle nubi stratosferiche polari (PSC) attivate dalle onde di montagna alle alte latitudini, in quanto, questo è il principale processo responsabile della deplezione dell'ozono durante l'inverno Artico. Le sorgenti delle onde sono situate principalmente nella regione della troposfera e della tropopausa. Le onde sono causate, per esempio: per convenzione, tramite i sistemi atmosferici, tramite la regolazione geostrofica, e le forzature orografiche. Con lo slancio che acquista dal basso verso le altitudini elevate, l'onda in movimento attraversa i diversi livelli di altitudine dell'atmosfera terrestre; (troposfera, stratosfera, mesosfera, termosfera). Questa spinta che ha determinato il movimento dell'onda verticale si conclude nel punto in cui si infrange. Il meccanismo descritto è responsabile delle molteplici caratteristiche relative ai modelli di circolazione globale: le onde che si infrangono sono il principale motore di generazione della circolazione atmosferica residua (circolazione Brewew-Dobson), ma regolano anche la struttura verticale dei sistemi globali di vento zonale (per esempio, la quasi oscillazione-biennale (QBO) del vento zonale che avviene nei tropici o l'inversione dei getti di vento zonale nella mesosfera), anche il frangimento delle onde gioca un ruolo importante per la struttura verticale della temperatura dell' ambiente, (per esempio, la mesopausa fredda in estate, in cui si osservano temperature più basse nell'atmosfera della Terra. Riferimento: WAVE DYNAMICS. L'interazione delle onde con il flusso medio atmosferico non è stata ancora compresa appieno. In particolare, la forzatura delle onde che si determinano per convenzione, e la parametrizzazione delle onde gravitazionali che sono importanti fonti di incertezza nella modellazione atmosferica e nella previsione del clima. Le onde gravitazionali sono piccole onde individuabili nella mesoscala con lunghezze d'onda orizzontali comprese tra alcuni chilometri e diverse migliaia, la cui durata tipica del ciclo varia tra i 15 minuti e più, in un giorno. Tipicamente, queste onde sono generate da fonti atmosferiche inferiori, ad esempio: dal flusso del vento quando incontra delle irregolarità nella superficie terrestre come le montagne e le valli, dalla distribuzione non omogenea delle fonti di calore associate a sistemi convettivi, e dai processi atmosferici altamente dinamici quali le correnti a getto e frontali. Infine la forza gravitazionale riequilibra il sistema tramite le onde di gravità. L' ampiezza delle onde gravitazionali verticali aumenta con l'altitudine, dove proporzionalmente, la densità dell'aria diminuisce. Le onde possono irrompere nella stratosfera e nella mesosfera interrompendo, accelerando o rallentando il flusso di circolazione in queste regioni superiori. Infine, possiamo conlcudere affermando che le onde gravitazionali rappresentano una delle principali incertezze che riguardano la comprensione dello studio di determinati fenomeni atmosferici. Riferimento: GRAVITY WAVES - INSTITUTE OF ENERGY AND CLIMATE RESEARCH (IEK).
Digita il testo o l'indirizzo di un sito web oppure traduci un documento.
Iscriviti a:
Post (Atom)






















